Stellantis ha riacceso l’Hemi e lo ha fatto nel posto giusto, negli Stati Uniti. Dopo la cancellazione targata Carlos Tavares, il gruppo fa marcia indietro, riporta la produzione del V8 in casa e mette in tavola una strategia a tre vie.
Partiamo dal pasticcio. Saltillo, in Messico, produce motori dal 1981, quando uscì il primo V8 Chrysler da 5,9 litri della serie LA. Da lì sono passati il Magnum V8 e V10 e, più di recente, l’intera famiglia Hemi, dal 5,7 al sovralimentato Hellcat da 6,2. Un curriculum rispettabile, che però non bastava a evitare un buco da 20.000 motori.
Tavares aveva spinto sull’elettrico tra fine 2023 e 2024, l’Hemi era stato condannato e gli stampi del 5,7 erano stati smontati per far posto all’Hurricane biturbo a sei cilindri in linea. Poi i clienti hanno protestato, l’Hemi è tornato in vita nel 2025, e Saltillo si è ritrovata senza spazio per due motori.
La soluzione è stata “semplice”. Saltillo si dedica all’Hurricane, mentre la capacità extra di Hemi finisce a Dundee, in Michigan, dove si potenziano le linee per il modello 2026. I motori finiti non viaggiano più in treno dal Messico, arrivano su gomma da meno di 130 chilometri. Meno logistica, consegne just-in-time vere.
Resta il piccolo dettaglio che la produzione va comunque triplicata, perché nel frattempo qualche cliente è andato a bussare da Ford e GM. Il tasso di adozione atteso per l’Hemi è del 35-40% entro fine 2026. Saltillo può ancora costruire il 5,7 al bisogno, e Dundee può fare lo stesso con l’Hurricane, che l’anno scorso ha esordito con 11.000 unità.
Ram ha capito la lezione, ai clienti piace scegliere. Quindi, accanto al V8 e al sei cilindri biturbo, arriva il terzo incomodo, il Ram 1500 REV, elettrico ad autonomia estesa. Nessun collegamento meccanico tra motore e ruote, un’unità anteriore da 250 kW, una posteriore da 248 kW, un pacco batterie da 91,8 kWh e un V6 Pentastar da 3,6 litri che fa da generatore. Obiettivi dichiarati, 6.350 kg di capacità di traino e fino a 1.115 km di autonomia complessiva. L’arrivo è previsto all’inizio del prossimo anno.
Stellantis, dunque, ha una piattaforma già pronta per un sistema in serie ad alta tensione, e lo lancia proprio mentre la domanda di EV cala. Una polizza assicurativa contro un futuro che nessuno sa leggere, insomma.

