Le prestazioni aerodinamiche rivestono un’importanza cruciale nella progettazione di ogni nuovo veicolo, ma per Bugatti sono assolutamente decisive. Quando l’obiettivo è superare non solo i 320 km/h, ma addirittura avvicinarsi ai 480 km/h, ogni singolo dettaglio deve essere scrupolosamente studiato. Un minimo errore nella gestione dell’aria potrebbe non fare la differenza a 100 km/he, ma a velocità molto superiori potrebbe comportare conseguenze fatali.
Il nuovo video di Bugatti ci offre uno spunto interessante su come i tecnici della casa automobilistica francese stiano dominando le forze dell’aria nel design della Tourbillon. Paul Burnham, ingegnere capo del veicolo per la nuova Tourbillon, ha spiegato le sfide tecniche che la vettura ha affrontato: “La precedente Tourbillon, la Chiron, era già una macchina a bassa resistenza aerodinamica. Ma con la Tourbillon, dobbiamo fare di più”, ha dichiarato.
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In questo caso, “fare di più” ha un significato specifico: sebbene il coefficiente di resistenza aerodinamica della Bugatti Chiron fosse già di 0,36, che è considerato basso per una supercar, è comunque molto meno ottimale rispetto alle auto moderne. Il team di Burnham ha quindi lavorato per mesi al progetto, utilizzando simulazioni avanzate di fluidodinamica computazionale per perfezionare la forma dell’auto. Hanno abbassato la parte anteriore della vettura, aggiunto un diffusore posteriore più sofisticato, ridotto la parte superiore dell’abitacolo e implementato innumerevoli altre modifiche per garantire stabilità e velocità.
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Nel marzo 2023, dopo innumerevoli ore di lavoro, la Bugatti Tourbillon è stata finalmente portata nella galleria del vento. Il primo modello in scala, composto da 250 parti e dotato di centinaia di sensori di pressione, ha convalidato i risultati ottenuti al computer. Un anno dopo, è stato il turno della vettura a grandezza naturale: “Ora siamo più vicini e precisi rispetto ai risultati ottenuti in precedenza”, afferma Burnham.
Nonostante gli strumenti di simulazione siano molto avanzati, nessun dato è mai completamente perfetto. Anche una hypercar ibrida da 1.775 cavalli non sarebbe nulla senza una corretta aerodinamica. Immaginate di mettere un motore V16 da 8,3 litri in un blocco di cemento: non supererebbe i 320 km/h e sarebbe estremamente instabile, incapace di affrontare curve ad alte velocità e soggetta a pericolosi surriscaldamenti.
Il team aerodinamico di Bugatti ha dedicato anni a perfezionare la Tourbillon. “È un programma completamente nuovo; siamo partiti da zero”, ha affermato Burnham. “Abbiamo portato ogni dettaglio a un livello superiore. Ognuno ha dato il massimo per rendere la Tourbillon un vero punto di riferimento nell’industria automobilistica, ed è una vera testimonianza dell’impegno e della passione che hanno alimentato lo sviluppo di questa vettura”. I progressi fatti lasciano comunque ben sperare per futuri record di velocità massima.