Per riuscire a diffondersi in maniera capillare, l’auto elettrica necessita di una adeguata infrastruttura di ricarica. Se nei laboratori di tutto il mondo prosegue in maniera incessante il lavoro teso a trovare nuove tecnologie in grado di aumentare l’autonomia delle auto elettriche, anche le nuove batterie avranno comunque bisogno di essere ricaricate senza lasciare i conducenti con il timore di non trovare colonnine all’uopo. E una risposta in tal senso arriva ora in Europa, ove sta per salpare la più grande rete di colonnine da disseminare lungo il territorio del vecchio continente. Il nome da ricordare è quello di Spark Alliance, frutto dell’alleanza fra le quattro più grandi realtà della ricarica nel continente: l’italiana Atlante, la francese Electra, l’olandese Fastned e la tedesca Ionity.
Spark Alliance: di cosa si tratta?
Il passato 2 di aprile è stata ufficializzata la collaborazione senza precedenti tra le quattro aziende che abbiamo ricordato. L’evento di presentazione ha avuto come teatro il Cercle de l’Union Interalliée a Parigi e ha naturalmente destato interesse tra i sostenitori di un modello di mobilità più sostenibile, quello basato sulle auto elettriche.

L’obiettivo della Spark Alliance, ricordato nel corso della kermesse di apertura, è la creazione di una rete di ricarica unica e integrata, tale da riuscire infine a semplificare in maniera decisiva l’esperienza di ricarica e fare un ulteriore passo in direzione della mobilità elettrica, rendendola più accessibile rispetto ad oggi.
In effetti, la Spark Alliance va a prendere di petto direttamente le principali sfide che i proprietari di veicoli elettrici si ritrovano a dover fronteggiare, al momento. Destreggiarsi tra i migliori punti di ricarica pubblica, può diventare una vera e propria impresa. Per farlo gli interessati devono dare vita ad un percorso estremamente tortuoso, resto tale dalla presenza di molteplici operatori, app e sistemi tariffari diversi. Un’organizzazione che invece di favorire i conducenti sembra fatto apposta per scoraggiarli, tanto che non poche volte il completamento di una sessione di ricarica rende necessario il download di un’altra app o l’aggiunta di un ulteriore sistema di pagamento.
La Spark Alliance va ad affrontare la situazione, mettendo a disposizione dei conducenti di veicoli elettrici più di 1.700 stazioni di ricarica. Cui potranno presto accedere, ricaricare e pagare senza interruzioni a prescindere dalla marca o dal modello del proprio veicolo.
Come funziona Spark Alliance
La soluzione offerta da Spark Alliance è molto semplice e permette agli interessati di utilizzare l’app del proprio operatore di ricarica consueto, senza alcuna necessità di doverne scaricare altre. Potranno cioè recarsi presso qualsiasi stazione di ricarica di uno dei membri e utilizzarne l’app al fine di completare la sessione di ricarica. Un modus operandi fluido e senza interruzioni tale da dare vita a una rete finalmente unificata.
I conducenti che aderiranno all’iniziativa, nel reperimento della stazione più affidabile nelle vicinanze nel corso del tragitto, avranno a propria disposizione i route planner dei membri della Spark Alliance, in cui saranno mostrate le stazioni di tutti i partner. In tal modo sarà più facile individuare uno degli oltre 11mila punti di ricarica di alta qualità disseminati in 25 Paesi europei e alimentati completamente da energia rinnovabile.
La Spark Alliance può essere considerata un passo decisivo in un ambito particolare come quello rappresentato dalla ricarica per EV. Non a caso la parola che è risuonata nel corso della sua presentazione è “democratizzazione”. Quella appunto di una ricarica pubblica che continua a dare problemi ai conducenti di EV. Per centrare l’obiettivo Atlante, Electra, Fastned e IONITY hanno deciso di unire le proprie forze, in maniera tale da accelerare la transizione verso un futuro senza combustibili fossili.
Il commento di Atlante
Anche l’Italia, quindi, è rappresentata in Spark Alliance, grazie ad Atlante. Nata come costola di Noah, un’azienda di Torino con 15 anni di storia alle spalle, in veste di spin off del Politecnico la società ha potuto godere nella sua crescita dell’apporto di investitori importanti, a partire da FCA e dal colosso francese Engie.
Dall’iniziale fornitura di tecnologia per il mondo dell’energia e della mobilità elettrica, è quindi passata al business della creazione e gestione di una rete di ricarica. Con obiettivi di partenza caratterizzati dall’ambizione: 5 mila colonnine fast (fino a 200 kW di potenza) da installare entro il 2025 e 35 mila entro il 2030. Se sino al varo di Spark Alliance l’attenzione era focalizzata sull’Italia, ora presumibilmente l’azione sarà allargata a livello continentale.

A commentare la formazione della nuova realtà è stato Stefano Terranova, il suo amministratore delegato. Queste le parole rilasciate per l’occasione: “In Atlante siamo orgogliosi di essere uno dei membri fondatori della Spark Alliance: noi quattro condividiamo valori comuni e un forte impegno nel plasmare il futuro della ricarica dei veicoli elettrici. Metteremo a disposizione risorse, competenze e, soprattutto, passione e determinazione per offrire agli attuali e futuri conducenti di EV la migliore esperienza di ricarica possibile. Inizieremo con azioni concrete e immediate, come mostrare reciprocamente le nostre stazioni all’interno delle app degli altri membri – offrendo così un accesso semplice e senza ostacoli alla più grande rete europea di ricarica rapida e ultra-rapida. Proseguiremo con altre iniziative per rendere l’accesso alla ricarica pubblica affidabile e di alta qualità sempre più semplice, trasparente e sicuro, guidando allo stesso tempo il settore nella preparazione alla diffusione di massa della mobilità elettrica. Stabilire nuovi standard per le infrastrutture di ricarica pubblica e introdurre innovazione non può avvenire in modo isolato: ci siamo uniti per dare il via a questo percorso, e cercheremo attivamente altri partner ispirati che vogliano costruire insieme a noi il futuro dell’elettrico!”.
L’invito a Tesla
Come abbiamo già ricordato in avvio, Spark Alliance sarà composta da 1.700 stazioni per auto elettriche, con un totale di 11mila punti di ricarica sparsi lungo 25 Paesi dell’eurozona. Sono le stesse aziende partecipanti a mettere in rilievo come si tratti di una rete più grande persino di quella rappresentata dai Tesla Supercharger.
E proprio alla casa di Elon Musk i membri di Spark hanno rivolto l’invito ad aderire ad una iniziativa che potrebbe in effetti rivelarsi decisiva nella strategia tesa ad una diffusione capillare delle auto elettriche. È stato l’amministratore delegato di Electra, Aurelien de Meaux ad affermare, al proposito: “Offre un’esperienza di ricarica rapida e affidabile, ma credo che questa sia una questione da affrontare un domani”.
Naturalmente, anche i conducenti si augurano che Tesla decida di aderire coi suoi Supercharger alla nuova rete di ricarica. Dando ancora più forza ad una iniziativa che potrebbe in effetti rivelarsi decisiva per una semplificazione di un quadro al momento estremamente frastagliato e non proprio amichevole verso coloro che hanno già deciso di convertirsi all’auto elettrica.