Venerdì scorso, Lancia ha riunito passato e presente sulle strade panoramiche di Waterloo in Belgio. Un gruppo selezionato di giornalisti è stato invitato a provare una straordinaria gamma di veicoli, che spaziavano dai classici più iconici del marchio al suo modello più recente Lancia Ypsilon, durante un esclusivo evento di guida progettato per celebrare il ritorno del brand sul mercato belga.
I giornalisti hanno potuto ammirare modelli leggendari come Lancia Aurelia B50 Cabriolet, Flavia Cabriolet Vignale, Delta HF, Fulvia Sport 1600 e Thema 8.32
Al centro di questa esperienza c’era l’opportunità unica di mettersi al volante della nuova Lancia Ypsilon insieme a leggende senza tempo, tra cui l’elegante Aurelia B50 Cabriolet, la Flavia Cabriolet Vignale, la Delta HF nata nei rally, la scultorea Fulvia Sport 1600 e la carismatica Thema 8.32, ciascuna simbolo del design pionieristico e dell’eccellenza ingegneristica di Lancia.
“Questo evento non riguardava solo la guida di auto”, ha affermato Barbara De Mol, Marketing Director Lancia Stellantis Belgio. “Si trattava di riconnettersi con l’anima di Lancia, la sua storia, la sua eleganza, il suo spirito audace, e di mostrare come quel DNA sia ancora molto vivo oggi. Il ritorno di Lancia nella regione del Belux non è solo un ritorno; è l’inizio di una nuova era”.
Intrecciando decenni di innovazione, design e passione, l’evento è servito come un avvincente promemoria di ciò che rende Lancia davvero unica e perché il suo ritorno segna l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo nella regione.
Tra i tanti tesori automobilistici italiani, pochi possiedono il fascino silenzioso e la rarità della Lancia Fulvia Sport 1600. Costruita tra il 1971 e il 1972 in numero limitato (meno di 800 unità), questa coupé fastback è il gioiello nascosto della famiglia Fulvia. Mentre la sua gemella vincitrice di rally, la Fulvia Coupé, ha rivendicato la ribalta, la Sport 1600 ha preso una strada diversa: una di design all’avanguardia, ingegneria leggera e brillantezza discreta.
Disegnata dal leggendario Zagato, la Sport 1600 indossa una carrozzeria che fonde un’aerodinamica mirata con stranezze di design uniche. Dalle sue linee fluide e maniglie delle portiere nascoste ai finestrini posteriori a coda tronca e pop-out, è inconfondibilmente una creazione Zagato. Sebbene le prime Fulvia Sport presentassero pannelli della carrozzeria in alluminio, la 1600 è tornata all’acciaio, barattando un leggero aumento di peso per una maggiore rigidità strutturale e usabilità quotidiana.
Sotto il cofano scolpito si nasconde un motore V4 da 1,6 litri, che eroga circa 115 cavalli. Potrebbe non sembrare sconvolgente, ma abbinato a un preciso cambio manuale a 5 marce, un telaio leggero e la trazione anteriore, una rarità tra le auto sportive dell’epoca, crea un’esperienza agile, coinvolgente e straordinariamente raffinata. I freni a disco sulle quattro ruote e le sospensioni attentamente regolate completano il pacchetto, rendendola tanto composta in curva quanto veloce sui rettilinei.
Da elegante hatchback a leggenda del rally, la Lancia Delta HF ha lasciato una delle eredità più straordinarie nella storia del motorsport. Lanciata nel 1979 con un design di Giugiaro e incoronata Auto dell’anno nel 1980, il viaggio agonistico della Delta è iniziato davvero nel 1983 con l’arrivo della 1600 GT a doppio albero a camme e la rinascita del sacro stemma HF.
La vera trasformazione avvenne con la temibile Delta S4, costruita in collaborazione con Abarth per i rally del Gruppo B. Ma quando il Gruppo B fu bandito nel 1986, la Lancia non perse un colpo. Decise di sviluppare la Delta HF 4WD, pronta a dominare la nuova era del Gruppo A.
Vittoriosa al suo debutto al Rally di Monte Carlo del 1987, la Delta HF ha iniziato una serie ininterrotta di sei anni di vittorie nel Campionato Mondiale Rally. Attraverso un’evoluzione continua (HF 4WD, HF Integrale, 16V e infine la 16V Evoluzione), la Delta è diventata più potente, più precisa e più inarrestabile. Ha ottenuto: 6 Campionati Costruttori consecutivi (1987-1992), 4 Campionati Piloti, 46 vittorie nei rally WRC e molteplici titoli europei e di Gruppo N.
In un decennio caratterizzato da eccessi ed eleganza, la Lancia Thema 8.32 è emersa come una delle affermazioni più inaspettate e raffinate nel lusso automobilistico. Presentata nel 1986, è stata la mossa più audace di Lancia: abbinare una maestosa berlina executive al cuore pulsante di una Ferrari.
Sotto le linee discrete e pulite della Thema, c’era un V8 Ferrari da 3,0 litri e 32 valvole, derivato dal motore utilizzato nella Ferrari 308 e nella Mondial Quattrovalvole. Messa a punto per fluidità e sottigliezza, produceva 215 cavalli, rendendola l’auto a trazione anteriore più potente del suo tempo, con una velocità massima di 240 km/h. Le prestazioni incontravano l’equilibrio, nel vero stile italiano.
Ma la Thema 8.32 non era solo velocità, era una celebrazione dell’artigianalità. Gli interni erano riccamente arredati con radica, Alcantara e, a richiesta, pelle Poltrona Frau. Ogni superficie irradiava un lusso discreto. Tocchi unici come lo spoiler posteriore retrattile elettricamente, i cerchi in lega a forma di stella in stile Ferrari e le minigonne laterali con una sottile doppia linea gialla conferivano all’auto una presenza silenziosa, mai urlante, solo sussurrante prestigio.
Ne furono costruite solo 3.520 unità, 2.370 della prima serie e 1.150 della seconda, rielaborata, consolidando il suo posto come classico istantaneo. Oggi, la Thema 8.32 è un ambito oggetto da collezione, che incarna un’epoca in cui le case automobilistiche italiane non avevano paura di mescolare emozione e ingegneria.
Lanciata nel 1960 sotto la direzione tecnica di Antonio Fessia, la Lancia Flavia è stata un modello pionieristico che ha introdotto due importanti innovazioni automobilistiche in Italia: trazione anteriore, motore piatto e quattro freni a disco. Ha segnato un radicale distacco dalla tradizionale architettura a trazione posteriore, incarnando il concetto di “tutto davanti” di Fessia, mirato a migliorare sicurezza, comfort ed efficienza.
La Flavia era dotata di un motore a quattro cilindri frontalmente contrapposto, posizionato davanti all’assale, con un cambio dietro il differenziale. Questa disposizione consentiva un interno spazioso, un comfort di guida migliorato e una migliore distribuzione del peso. Fu anche la prima auto italiana ad adottare di serie i freni a disco sulle quattro ruote, aumentando le sue credenziali di sicurezza.
Progettata da Piero Castagnero, la carrozzeria della Flavia era moderna e squadrata, con angoli arrotondati e motivi trapezoidali. All’interno, l’assenza di un tunnel centrale consentiva una configurazione spaziosa a sei posti e un eccezionale spazio per i bagagli.
Debuttando al Salone dell’automobile di Torino del 1960, la Flavia inizialmente era dotata di un motore da 1,5 litri, poi potenziato a un’unità da 1,8 litri con fino a 102 CV nella sua versione a iniezione di carburante. Pur non essendo apertamente sportiva, offriva un’eccellente tenuta di strada, soprattutto in condizioni di bagnato e neve, rendendola una delle berline più sicure e avanzate della sua epoca.La Lancia Flavia non è stata solo un’automobile: ha rappresentato una svolta nel design automobilistico, dando il tono all’approccio ingegneristico all’innovazione di Lancia per tutti gli anni ’60 e oltre.
Tra le versioni più accattivanti della Flavia c’era la Cabriolet Vignale, introdotta nel 1962. Disegnata da Giovanni Michelotti e costruita dalla Carrozzeria Vignale, questa variante scoperta aggiungeva un tocco di glamour e stile italiano alla raffinatezza tecnica della Flavia. Con le sue linee pulite ed eleganti e le proporzioni raffinate, la Cabriolet Vignale bilanciava perfettamente l’innovazione ingegneristica con la bellezza artigianale. Condivideva lo stesso layout avanzato a trazione anteriore e il motore boxer a quattro cilindri piatti della berlina, offrendo sia equilibrio che compostezza sulla strada. Disponibile con motori da 1,5 e successivi da 1,8 litri, comprese le versioni a iniezione di carburante, la Cabriolet combinava lo spirito da gran turismo con il rinomato comfort di guida della Lancia, rendendola una delle decappottabili italiane più desiderabili della sua epoca.
La Lancia Aurelia B50 Cabriolet, presentata nel 1951, rappresenta una delle prime espressioni dello spirito gran turismo italiano, in cui l’ingegneria raffinata incontrava l’elegante stile delle carrozzerie. Come parte della prestigiosa gamma Aurelia, la B50 era la versione scoperta del rivoluzionario modello postbellico della Lancia, ed era spesso rivestita da carrozzerie splendidamente scolpite dai migliori carrozzieri italiani, in particolare Pininfarina. Era alimentata da un motore V6 da 1,8 litri, il primo V6 di serie nella storia dell’automobile, progettato dal leggendario Francesco De Virgilio. Il suo telaio monoscocca con sospensioni anteriori indipendenti e cambio transaxle posteriore forniva un’eccellente maneggevolezza per l’epoca, rendendola tanto capace quanto elegante.
La versione Cabriolet si distingueva per le sue linee basse e fluide, i dettagli raffinati e gli interni lussuosi e artigianali. Con il suo tetto in tela e le proporzioni aggraziate, era adatta sia ai viali costieri che ai panoramici passi alpini. La sua rarità ed eleganza la resero una delle preferite dall’élite italiana e si ergeva come simbolo dell’ottimismo del dopoguerra e dell’eccellenza del design italiano.
Prodotta in numero limitato, l’Aurelia B50 Cabriolet è oggi un pezzo da collezione molto ricercato, ammirato non solo per la sua bellezza, ma anche per il ruolo fondamentale che ha avuto nella storia dell’automobile, essendo una delle prime auto da turismo di lusso decappottabili che univa prestazioni, comfort e ingegneria all’avanguardia.
La nuova Lancia Ypsilon è la prima vettura di una nuova era, con un design senza tempo, forme pure e radicali, high-tech ma user-friendly. È un’auto completamente nuova che incarna il comfort Lancia a bordo, grazie all’attenzione ai dettagli stilistici e alla selezione di materiali e colori, il tutto reso possibile dalla collaborazione con Cassina.
La versione completamente elettrica della nuova Lancia Ypsilon è la prima auto 100% elettrica del marchio. Il modello segna l’ingresso nell’era della mobilità elettrica. Incarna la visione di prestazioni normative per autonomia, tempo di ricarica ed efficienza.
Con un propulsore da 156 CV/115 kW e una batteria da 51 kWh, che la rende la migliore della categoria nel segmento B delle berline premium, la nuova Lancia Ypsilon può raggiungere un’autonomia fino a 403 km nel ciclo WLTP combinato. La versione Hybrid è pensata per chi cerca versatilità e rispetto per l’ambiente. La vettura è dotata di un motore ibrido di ultima generazione, con un motore da 1,2 litri da 100 CV (74 kW) e tecnologia a 3 cilindri 48V, che unisce la massima efficienza a un’affidabilità assoluta.