L’estetica e il frazionamento del motore della Ferrari F80 creano divergenze di vedute fra gli appassionati, ma il livello tecnologico e prestazionale di questa vettura mette tutti d’accordo. Nelle scorse ore la casa di Maranello ha pubblicato sui canali social un nuovo video dedicato alla creatura più recente di quella stirpe nobile di supercar aperta dalla GTO del 1984 e proseguita con le F40, F50, Enzo e LaFerrari.
Nel breve filmato vengono messi in risalto alcuni dei suoi punti forza, ma l’attenzione viene posta soprattutto sul legame fra alcune soluzioni ingegneristiche del modello e l’universo delle corse. A curare la parte narrativa ci pensa un pezzo grosso del “cavallino rampante”: Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars della casa di Maranello. Dall’alto della sua competenza, il noto ingegnere racconta nei fotogrammi alcuni plus della Ferrari F80, che unisce caratteristiche della Hypercar 499P, vincitrice delle ultime due edizioni della 24 Ore di Le Mans, e delle monoposto di Formula 1 portate in pista dalla scuderia più celebre al mondo.
Questa supercar spinge a un livello molto più alto i riferimenti prestazionali della specie, come conferma il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano. Anche se il look è meno riuscito di altre espressioni della stessa famiglia, l’efficienza dinamica si spinge a livelli mai visti in precedenza su un’auto stradale. La Ferrari F80 è davvero un concentrato di tecnologia, come dice nel video l’ingegnere Cannizzo. In lei si fondono in modo davvero incredibile le due anime del mondo racing del “cavallino rampante”: l’Endurance e la Formula 1.
Dalla 499P riprende tante soluzioni, come per esempio, l’assale elettrico anteriore a doppio motore e la possibilità di sfruttare le quattro ruote motrici, in un mondo ancora più efficace che sul bolide da corsa, limitato dalle restrizioni dei regolamenti. Dal mondo dei Gran Premi giungono alcuni concetti importanti, come la scelta del motore V6 sovralimentato e ibrido, per avere risultati migliori in termini di bilanciamento, prestazioni, tempi di risposta ed efficienza. Con la Ferrari F80 è possibile toccare il diapason del piacere di guida, sia su strada che in pista.
L’ingegnere Cannizzo dice che quando ha avuto l’opportunità di provare la nuova supercar tra i cordoli del circuito di casa è stato colpito dall’incredibile stabilità, dalla tenuta di strada, dal feeling di guida a prova di pilota non esperto come lui e dal sound, davvero inebriante (ndr. almeno nell’abitacolo, perché dall’esterno la colonna sonora non sembra all’altezza di quella delle auto che l’hanno preceduta). Per farla breve, a suo avviso, si tratta di un’auto fantastica. Non poteva che essere così, per la sua natura di vetrina tecnologica e prestazionale della casa di Maranello.
Questa “rossa” ha il DNA da corsa. Il legame con l’universo agonistico non è sfumato e va oltre gli spot del marketing, essendo un fatto concreto e tangibile. Qui c’è il massimo dell’ingegneria del marchio italiano. Concepita, con le sue architetture estreme, per le prestazioni, degne di un’auto da pista, la Ferrari F80 coniuga ad esse la massima guidabilità. Miracoli che solo in Emilia Romagna sono in grado di produrre. Il compito della spinta fa capo al già citato motore V6 biturbo e ibrido, da 3.0 litri di cilindrata, abbinato alla componente elettrica, per una potenza combinata di 1.200 cavalli. Mai una vettura stradale del “cavallino rampante” si era spinta a tanto.
Ne deriva un quadro prestazionale di riferimento, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.1 secondi, da 0 a 200 km/h in soli 5.75 secondi, e con una velocità massima nell’ordine dei 350 km/h. Ancora più spaziale il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano: 1’15″30. Siamo su livelli inferiori a quelli della FXX e non troppo distanti dalla FKK K. Persino la 333 SP è a un tiro di schioppo, nonostante l’uso di pneumatici slick fatto da quest’ultima. Stiamo parlando di un risultato a dir poco straordinario. Per rendere ancora meglio l’idea del suo profilo prestazionale, facciamo notare che siamo quasi 10 secondi sotto la Enzo e quasi 4.5 secondi sotto LaFerrari. Incredibile, vero?